Alla domanda: “se le democrazie parlamentari producano legislazioni di qualità” è facile rispondere istintivamente con il “No!”. Le moltitudini di parlamentari eletti nelle ricorrenti tornate elettorali producono una quantità alluvionale di leggi, di regolamenti e di norme tanto che la durata della vita umana non è sufficientemente lunga per conoscerle tutte.
I Parlamenti democratici (insieme agli innumerevoli altri organi e apparati dello Stato burocratico legittimati a produrre legislazione), per questa ragione, pongono i cittadini nella condizione di essere permanentemente dei fuorilegge. Queste straripanti fonti di produzione del diritto, a cui è impossibile conformarsi a causa dei limiti biologici dell’esistenza umana, lasciano ampi margini per i sadici interventi punitivi delle autorità.
La sovrapproduzione legislativa dei parlamenti democratici, così, normalizza tutti gli strumenti repressivi al servizio della tirannia della legge e autorizza ogni azione intrusiva del Potere Giudiziario.
I parlamentari, a fine legislatura, indifferenti per i danni prodotti alla collettività, si presentano beffardi agli elettori per essere riconfermati, fingendo di non sapere che ogni obbligo imposto per legge è un corrispondente diritto di libertà venuto meno per il cittadino.
Gilberto Bignamini
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