L’Intelligenza artificiale e la popolazione eccedente.

L’avvento dell’intelligenza artificiale ha aggravato il problema della sovrappopolazione mondiale. L’essere umano, oramai inutile nel processo di produzione della ricchezza nei paesi ad economia avanzata, potrebbe ricevere ulteriori danni dalle economie arretrate, che ricavano vantaggi competitivi a produrre in industrie inquinanti ad alta intensità di mano d’opera. 

In questo modo tutte le politiche ambientali, intraprese dall’Unione Europea, potrebbero essere vanificate e diventare anacronistiche. L’intelligenza artificiale, senza una politica di contenimento delle presenze dell’umanità irresponsabilmente più prolifica, potrebbe impoverire proprio i paesi tecnologicamente più voluti. Il pianeta Terra, così, aggraverebbe la sua già precaria condizione di pattumiera a cielo aperto. 

I trattati economici di libero scambio con i paesi dell’America latina ‘Mercosur’ e con l’India, insistentemente chiesi dalle lobby degli affaristi senza scrupoli che affollano il Parlamento Europeo, faranno arrivare in Europa inquinanti persistenti impossibili da smaltire (con i vigenti valori umanitari di derivazione teologica), comprese tutte quelle risorse umane eccedenti, portatrici di cultura, già disadattate nei paesi di origine, di cui questi stessi paesi saranno felici di liberarsi, insieme ai costosi scarti di manifattura che dovranno essere smaltiti con i rifiuti solidi urbani subito dopo l’apertura degli imballi.

Tutte queste tecnologie intelligenti sono inutili se aggravano anziché risolvere i problemi di sopravvivenza della stirpe che li ha creati. 

Gilberto Bignamini

gilbertobignamini@protonmail.com

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